Canto Prenatale®

A chi si rivolge il Canto prenatale? 

Il Canto Prenatale si rivolge particolarmente alle mamme, a partire dal secondo mese di gravidanza. E’ aperto anche ai papà che lo desiderano, ai familiari e alle persone amiche che vogliono già instaurare un legame con il bambino in utero.

Accenni alla storia del Canto Prenatale

Il Canto Prenatale è nato in Francia nel 1975.

E’ stato creato da Marie-Louise Aucher, cantante, appassionata ricercatrice e fondatrice della Psicofonia, e da Chantal Verdière, ostetrica. Nei primi decenni il Canto prenatale si è affermato come pratica gioiosa del canto in gravidanza.

A partire dal 2000, all’interno del Collegio di Psicofonia M.L. Aucher, Elisa Benassi, ostetrica, musicologa e musicoterapeuta, ha fornito le indicazioni scientifiche per dare struttura alle sedute di Canto Prenatale tenendo conto dello sviluppo della gravidanza nelle sue particolari fasi.

Ad oggi moltissime donne e coppie in attesa beneficiano del Canto Prenatale come forma di accompagnamento alla gravidanza con la voce e il canto.

Che cos’è il Canto Prenatale? 

Il Canto Prenatale è un tempo di benessere che la mamma può dedicare a se stessa.

La gravidanza è un’epoca di grande cambiamento fisico e psicologico. 

Il Canto Prenatale è un prezioso alleato per vivere serenamente le modificazioni dei nove mesi.

Con la vibrazione del canto, la mamma può connettersi al proprio corpo che si modifica, può apprezzare la respirazione che si armonizza e può sperimentare una voce ricca di sfumature espressive.

I sensi si ampliano, gli spazi del torace diventano morbidi, il bacino si rende ancora più accogliente e mobile. Una nuova forza, ben canalizzata verso l’alto, alleggerisce dalle tensioni e crea un nuovo equilibrio a livello della colonna vertebrale. 

Le sensazioni che si producono nel corpo che vibra e che si organizza per cantare, costruiscono un nuovo schema corporeo. Si presenta completo, abitato dal piacere, dalla pace e dalla vitalità.

Nel benessere sperimentato, la mamma acquisisce una nuova sicurezza.

Il Canto Prenatale è un tempo privilegiato di stimolazione sensoriale per il bambino.

Nel corpo della mamma, vibrato dal canto, si crea uno spazio più morbido e disteso per il bambino.

Il bambino vive nel piccolo oceano amniotico, dove le vibrazioni hanno un passaggio privilegiato. In utero è presente una grande sinfonia di suoni che ha la funzione di attivare il sistema nervoso del piccolo e molte delle sue facoltà. La voce della mamma ha per il sistema nervoso del bambino un impatto molto particolare: lo impregna degli elementi musicali e affettivi della parola, lo abitua al linguaggio. 

Dalle primissime settimane di gravidanza, il bambino sente le vibrazioni con la pelle e in tutto lo spessore del suo corpo: i suoi recettori rilevano il canto come un massaggio sonoro. 

A partire dal quinto mese il bambino inizia a sentire i suoni anche con l’udito: da questo momento, il canto della mamma, oltre ad essere una carezza sonora, è per lui un richiamo ai ritmi della vita, alla sua piacevolezza, alla possibilità dell’incontro per mezzo del linguaggio.Il canto del papà preannuncia la dimensione del dialogo che si creerà dopo la nascita.

Il Canto Prenatale è il luogo del legame, della comunicazione, della complicità con il bambino.

A partire dal quinto mese il bambino inizia a sentire i suoni anche con l’udito: da questo momento, il canto della mamma, oltre ad essere una carezza sonora, è per lui un richiamo ai ritmi della vita, alla sua piacevolezza, alla possibilità dell’incontro per mezzo del linguaggio.Il canto del papà preannuncia la dimensione del dialogo che si creerà dopo la nascita.

Esiste un codice che consente alla mamma e al bambino di dialogare: è un linguaggio fatto di toni del corpo, di toni del suono, di sfumature del gesto e della voce.  Con questo codice la mamma e il bambino si conoscono anche nei ritmi del sonno e del sogno. 

Il Canto Prenatale è un tempo privilegiato per incontrare il bambino attraverso l’ascolto, la vibrazione, il ritmo, la melodia e la parola. La musicalità del linguaggio, esaltata dal canto, inizia a tessere il legame. Il bambino percepisce le intenzioni comunicative e ad esse risponde. Un dialogo ricco di emozioni rende gioioso, gentile, unico l’incontro.  Attraverso il Canto Prenatale anche il papà ha accesso ad una importante comunicazione con il piccolo. La sua voce, complementare a quella della mamma, ha un ruolo molto significativo nella strutturazione neurofisiologica e affettiva del bambino.

Come si svolgono le sedute di Canto Prenatale?

L’incontro di Canto Prenatale dura un’ora. Si svolge in quattro momenti:

  • 01. Il lavoro corporeo.

Esperienze di ascolto sottile del corpo, movimenti dolci per armonizzare la respirazione, pratiche di radicamento e di gestione dell’energia corporea consentono di scoprire meglio il corpo che si trasforma. Le esperienze proposte promuovono distensione o dinamismo a seconda dei casi.
Il lavoro corporeo “prepara lo strumento”. 

  • 02. L’esplorazione vocale.

La voce inizia a vibrare il corpo e a mobilizzarlo in dolcezza. Una nuova fiducia prende spazio e forma.
I suoni liberi e i vocalizzi consentono di esplorare la voce nelle sue sfumature e nella sua capacità di comunicare affetto. I suoni gravi consentono di vibrare il bacino e di contenere in modo piacevole il bambino. I suoni medi aiutano ad espandere il torace e favoriscono gli scambi affettivi. I suoni acuti sollecitano le porte sensoriali e iscrivono il bambino in un universo ricco di immagini mentali ricche di piacere, di gioco.

  • 03. Il canto.

Il repertorio di canti consente di portare alla parola i vissuti legati alla gravidanza.
Le ninne nanne, i canti con bilanciamenti corporei, le filastroccche in diverse lingue, le canzoni ricche di emozione e di immagini poetiche, impregnano il bambino che risuona con tutto il suo corpo.
Dopo la nascita, questi stessi canti ritmeranno la sua vita. Saranno per lui una sorta di “cordone sonoro” capace di evocare le sensazioni positive vissute in utero e così lo rassicureranno. 

  • 04. Lo scambio e la condivisione

Le domande attorno alla gravidanza, la parola libera, l’espressione dei vissuti hanno spazio in questo quarto, prezioso tempo.

Che cosa portare?

Il Canto Prenatale è un modo piacevole di incontrarsi e di incontrare il bambino. Non è richiesta alcuna conoscenza musicale. Il benvenuto è rivolto ad ogni mamma, ad ogni coppia e ad ogni persona vicina al nascituro. Per le sedute è importante portare l’abbigliamento che consente una buona mobilità corporea.

Che cosa comunicare in gravidanza?

Gli incontri di Canto Prenatale seguono il procedere della gravidanza e si adattano alle specifiche necessità presentate da ogni mamma. Per questo è importante comunicare il periodo della gestazione e come lo si sta vivendo.

Che cosa fare alle soglie del parto?

Intorno alla trentaduesima settimana è decisivo incrementare il dialogo con il bambino. Il fatto di essere in contatto con lui rende il parto più umano.

E’ poi possibile affiancare il Canto Prenatale con il Training Psicofonetico per il Parto.

Questo metodo fa scoprire la voce, molto diversa da quella cantata e parlata, che aiuta a partorire in modo attivo e facile.